Salvaguardiamo la nostra salute psichica

 

"DOBBIAMO AMARE TUTTO CIO' CHE E' VECCHIO FINCHE LO MERITA, MA IN FONDO DOBBIAMO VIVERE PER IL NUOVO. E NON DOBBIAMO MAI DIMENTICARE IL GRANDE LEGAME CHE UNISCE LE COSE." T. Fontane

“DOBBIAMO AMARE TUTTO CIO’ CHE E’ VECCHIO FINCHE LO MERITA, MA IN FONDO DOBBIAMO VIVERE PER IL NUOVO. E NON DOBBIAMO MAI DIMENTICARE IL GRANDE LEGAME CHE UNISCE LE COSE.”
T. Fontane

Più che mai oggi, anche alla luce delle ultime considerazioni in merito da parte dell’O.M.S., il concetto di salute rimanda ad un’idea di unità, ad una visione globale dell’uomo, della sua individualità e del suo “essere” nel mondo. Il modello medico, pertanto, di cura e salvaguardia della persona, ha bisogno di essere integrato con le discipline che attengono alla soggettività e al mondo interno. La nostra realtà psichica influenza il nostro benessere ed è il motore della nostra vita di relazione. In ciascuna individualità si annidano gruppi di interessi, nuclei di verità, tracce di una memoria storica affettiva che si costruisce fin dalle prime relazioni significative con l’Altro da noi e che definiscono il nostro modo di funzionare nel mondo. Modalità che possono rivelarsi efficaci, ma che d’altronde possono risultare spesso anche inadeguate. Ciò accade principalmente quando un cambiamento, un evento traumatico, la “crisi” irrompe nella nostra vita costringendoci ad un nuovo riassetto, alla ridefinizione di un nuovo equilibrio psichico. Si tratta di un lavoro necessario ma faticoso, che ci mette di fronte a noi stessi, alle nostre inquietudini e che ci invita al confronto, anche con le nostre inconsapevolezze. Da soli spesso non si può; nel tentativo di catturare l’immagine nello specchio capita che ci si inganni. Tuttavia tali aspetti possono evidenziarsi nell’ambito di un rapporto duale dove lo psicologo, lo psicoterapeuta è in grado, sulla base di una sua sensibilità e di una specificità acquisita, di dipanare dimensioni altrimenti non coglibili. Possiamo immaginare un vettore ideale che rappresenti la vita di ciascun individuo; sulla direttrice dello sviluppo si può procedere in avanti verso la crescita o tornare indietro in senso regressivo. Si procede comunque per crisi intense che costituiscono momenti nodali in cui condizioni ormai inadeguate possono essere superate o rappresentare una tappa di arresto. L’obiettivo resta quello di ottenere ogni volta un salto qualitativo e maturativo, visto che, sebbene si faccia fatica a crederlo, nulla è più certo del cambiamento.

 

 

 

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