ATTACCHI DI PANICO : COSA SONO E CHE COSA CI COMUNICANO?

 

"SE OGNI GIORNO CADE/ DENTRO OGNI NOTTE/ C'E' UN POZZO/ DOVE LA CHIARITA' STA RINCHIUSA./ BISOGNA SEDERSI SUL BORDO/ DEL POZZO DELL'OMBRA/ E PESCARE LUCE CADUTA/ CON PAZIENZA."  Pablo Neruda

“SE OGNI GIORNO CADE/ DENTRO OGNI NOTTE/ C’E’ UN POZZO/ DOVE LA CHIARITA’ STA RINCHIUSA./ BISOGNA SEDERSI SUL BORDO/ DEL POZZO DELL’OMBRA/ E PESCARE LUCE CADUTA/ CON PAZIENZA.”
Pablo Neruda

L’attacco di panico può essere circoscritto ad un breve periodo preciso in cui l’individuo viene improvvisamente travolto da uno stato di terrore , spesso legato all’urgenza di fuggire  di fronte a eventi ritenuti catastrofici e incombenti.

I sintomi raggiungono il picco generalmente in dieci minuti  e sono almeno quattro fra i seguenti: palpitazioni, sudorazione, tremori, dispnea, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazione di sbandamento, instabilità, svenimento, testa leggera, senso di irrealtà (derealizzazione), sensazione di sentirsi staccati da se stessi (depersonalizzazione), paura di perdere il controllo, paura di morire, parestesie, sensazioni di torpore o formicolio, brividi, vampate di calore o vertigini.

La sintomatologia è soprattutto organica e assomiglia a quanto si prova nelle prime fasi di un infarto. Spesso chi sperimenta un attacco di panico verbalizza espressioni di questo tipo: ” sto per morire!”, ” non riesco più a respirare, ho un dolore al petto che mi fa soffocare!”. Il vissuto è intenso, particolarmente angosciante e spesso accade che si venga condotti al pronto soccorso proprio perché il disturbo viene equivocamente interpretato come un malessere di carattere cardiologico.

Quello che in realtà sta accadendo è una sorta di travaso improvviso di ansia, che la persona non riesce a contenere. L’ansia è sempre espressione di un conflitto che è importante indagare e rielaborare; una specie di campanello d’allarme che ci avverte di un pericolo da individuare. Non si tratta tuttavia di un pericolo reale e tangibile, quanto piuttosto di una minaccia al proprio benessere psichico.

Di frequente gli attacchi di panico insorgono in situazioni di separazione e sarà pertanto importante esplorare in psicoterapia le tematiche legate alla dipendenza e all’autonomia; accade inoltre che la situazione in cui avviene l’attacco di panico possa essere proprio quella di cui poi il soggetto avrà paura. Continuare a sottostare alle regole che il mondo ci obbliga a seguire inevitabilmente può portare ad essere ciechi verso le proprie e a non rispettare la propria natura. L’ansia allora viene a trovarci e lo fa per un motivo e in un tempo ben preciso: ci avverte che non stiamo ascoltando qualcosa di significativo dentro di noi e che dobbiamo spostare l’asse della nostra attenzione, magari abbandonando “modelli” nei quali ci siamo finora identificati.

Per capire quello che l’ansia o, nello specifico l’attacco di panico, vuole dirci, è fondamentale “ascoltarsi”. Se è vero che ciascuno di noi ha una propria direzione da percorrere, la prima persona che dobbiamo imparare a rispettare siamo noi stessi, senza aver timore, per questo, di deludere o ferire gli altri.

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